Il Gaslighting è una forma di maltrattamento psicologico, in cui il soggetto abusante mette in atto una serie di manipolazioni volte a far dubitare la vittima di se stessa, della sua memoria e, addirittura, della sua sanità mentale.
Gaslightning
Il termine “gaslighting” deriva dall’opera teatrale del 1938 Gaslight, poi riadattato nel 1944 per il cinema, in cui un marito manipola psicologicamente la moglie facendole credere di stare impazzendo, tramite l’alterazione di oggetti e situazioni domestiche, come l’intensità delle luci a gas, per poi negare i fatti e minare la sua percezione della realtà, portandola a dubitare di se stessa.
Le scienze psicologiche e forensi hanno iniziato a manifestare interesse per questo fenomeno, descrivendolo comeun tipo di abuso psicologicoche presenta caratteristiche peculiari; le condotte del “gaslighter” sono volte a manipolare la vittima fino a condurla a dubitare di se stessa, delle proprie capacità critiche e a minarne l’autostima portandola, progressivamente, ad una condizione di sottomissione e dipendenza psicologica.
Kline (2006), descrive tale fenomeno come un “abuso emozionale e psicologico, messo in atto tramite un insieme di tentativi volti a minare la stabilità mentale della persona portandola a mettere in dubbio la sua percezione della realtà e i suoi pensieri”.
Salvadori (2008) definisce il gaslighting “una violenza insidiosa, sottile, non se ne percepisce l’inizio, a volte è scusata dalla stessa vittima; non si tratta di una deflagrazione d’ira, che almeno è subito identificabile e magari oggetto di immediata risposta, anche legale. È una sottile lama di ghiaccio che s’insinua, molte volte, tra la tranquillità delle mura domestiche. È una violenza gratuita e persistente, reiterata quotidianamente, che ha la capacità di annullare la persona che ne è bersaglio.”
Uno studio del 2025 di Lillian Darke “Gaslighting and memory: the effects of partner-led challenges on recall and self-perception”, descrive come la manipolazione e la costante messa in discussione dei ricordi e della percezione personale che la vittima di gaslighting subisce, possa condurre ad un’alterazionenon solo della memoria, ma anche del modo in cui si rielaborano le esperienze.

Gaslightning anche nelle relazioni tra genitori e figli
Il “gaslighting”può manifestarsi all’interno delle relazioni di coppia, ma anche nelle relazioni tra genitore e figlie la finalità di tale condotta è generare sensi di colpa, confusione e manipolazioni, volte a rendere l’altro dipendente e a metterlo in una posizione di passività.
Quali sono gli effetti psicologici del gaslighting
Questa manipolazione avviene in maniera graduale e chi la subisce non riesce immediatamente a percepirla come una forma di abuso.
Inizialmente, infatti, la comunicazione è distorta e caratterizzata da frasi tipo: è colpa tua se, sei permaloso/a, te la prendi sempre per nulla, ti inventi le cose ecc; l’abusante inizia a confondere la persona attraverso narrazioni distorte a cui si alternano silenzi punitivi; la vittima, incredula, prova a convincere il gaslighter che quanto detto o accaduto non corrisponde alla realtà, tentando di difendersi e di far notare i comportamenti distorsivi e le bugie.
Con la reiterazione di queste condotte, alla fine, la vittima si convincerà che quanto detto dall’altro è vero, diventando sempre dipendente e vulnerabile, tanto da non riuscire ad allontanarsi dal gaslighter.
Gli effetti psicologici di queste manipolazioni su chi le subisce possono essere importanti, perché impattano sull’ autostima e sulla percezione di sé e dei propri ricordi, tanto che la persona può sentirsi disorientata e confusa, sperimentare vissuti di ansia, vergogna e depressione.

Riferimenti scientifici:
- American Journal of Psychiatry, Volume 163, N 7, Luglio 2006
- Profiling, Giornale scientifico a cura dell’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici, I profili dell’abuso,Anno 7, N 2, giugno 2016
- Il gaslighting in AA.VV. AIPC, Scienze criminologiche e forensi,Salvadori A. (2008),Roma: AIPC Editore
