Immagine decorativa: ragazzo in meditazione affacciata su un paesaggio di lago.

Mindfulness

Mayo Clinic Health System

La Mayo Clinic Health System definisce la Mindfulness come “una pratica che focalizza l’attenzione sulla consapevolezza del momento presente, sui pensieri, sentimenti, sensazioni corporee e sensi e sull’ambiente circostante”, con l’obiettivo di conoscere noi stessi imparando a soffermarsi sul qui ed ora, procedendo passo dopo passo, senza stress e attraverso l’accettazione.

Dovunque tu vada, ci sei già

Jon Kabat-Zinn

Negli ultimi anni si sente molto parlare di Mindfulness, ma in cosa consiste questa pratica nella realtà?

Mindfulness che tradotto dall’inglese significa “consapevolezza” è una tecnica che affonda le sue radici nella meditazione, ma che è stata resa nota in Occidente da Jon Kabat-Zinn, un biologo statunitense che ha fondato la Stress Reduction Clinic ed il Center for Mindfulness in Medicine, Health Care and Society, presso la University of Massachusetts Medical School.

Kabat-Zinn definisce questa pratica come l’attitudine a porre l’attenzione, in modo intenzionale, al presente ed in maniera non giudicante.

I principi fondamentali attorno ai quali ruota questa tecnica sono:

  • consapevolezza, come capacità di agire in modo intenzionale e, per l’appunto, non giudicante sul presente;
  • concentrazione, come sforzo della mente a porre l’attenzione su se stessi senza l’interferenza del pensiero.

Approfondimento: Presentazione del corso Mindfulness 2024 trasmesso sul canale Libreria Esoterica Ibis

immagine decorativa per il training autogeno: una donna si rilassa con una bevanda calda, seduta su un molo al tramonto fronte lago.

Training Autogeno

Il training autogeno è una tecnica di autorilassamento ideata dal neurologoJ.H. Schultz, con l’obiettivo di insegnare alla persona attraverso il costante esercizio, training appunto, a rilassarsi senza l’aiuto dell’operatore, divenendo essa stessa artifice del proprio rilassamento e del proprio benessere.

Il Training autogeno è un metodo scientifico finalizzato ad indurre ciò che lo stesso Schultz chiama uno stato di “autodistensione concentrativa”, attraverso l’influenza della mente sul corpo, con cui costituisce un’unità.

Come agisce il training autogeno

Laconcentrazione passivaconsente di alleviare le tensioni fisiche e psicologiche, portando progressivamente al manifestarsi di spontanee modificazioni somatiche, nel tono muscolare, nelle funzioni vascolari, nell’equilibrio neurovegativo, tramite l’attivazione del Sistema Parasimpatico, che regola le attività digestive, del recupero e del riposo producendo l’acetilcolina.

Al contrario, il Sistema Simpatico entra in funzione in situazioni di stress, emergenza  e pericolo, attivando una risposta di attacco-fuga e producendo adrenalina; quando lo stress è troppo elevato il Sistema Simpatico produce troppa adrenalina e il Sistema parasimpatico non riesce a bilanciare.

Quali sono i benefici del training autogeno

Come dimostrato da diversi studi, la pratica regolare del training autogeno mostra risultati positivi per:

  • riduzione dell’ansia e dello stress;
  • miglioramento del benessere psico-fisico;
  • insonnia;
  • sintomi psicosomatici (mal di testa, tensioni muscolari, disturbi gastrointestinali);
  • Potenziamento dell’autocontrollo e gestione delle emozioni (gestione della rabbia);
  • • Miglioramento delle prestazioni sportive ed artistiche.

Per approfondire:

  • J.H. Schultz,Il training autogeno. Metodo di autodistesione da concentrazione psichica, 1932.
  • Hannes Lindemann,Training Autogeno, 1991