
Il Gaslighting è una forma di maltrattamento psicologico, in cui il soggetto abusante mette in atto una serie di manipolazioni volte a far dubitare la vittima di se stessa, della sua memoria e, addirittura, della sua sanità mentale.

Con rifiuto genitoriale si intende quell’insieme di dinamiche e comportamenti di allontanamento, negazione e rifiuto che un figlio mette in atto nei confronti di un genitore (o entrambi) e che determina una rottura immotivata della relazione, a seguito di separazione o divorzio, in assenza di maltrattamenti o violenza.

In caso di relazioni violente é importante che i professionisti siano adeguatamente preparati e che tale formazione consenta di saper distinguere le dinamiche della violenza intima da quelle dell’alta conflittualità per poter fornire una risposta di aiuto efficace e di supporto psicologico, legale, sociale.

In una società che va veloce, che ci vuole sempre intenti a districarci tra mille impegni, ci sentiamo stressati e non riusciamo ad avere il tempo per prenderci cura di noi. O meglio, questo è quello che ci ripetiamo quando trascuriamo noi stessi a scapito del lavoro, del partner, dei figli ecc.

Secondo la scienza, le caratteristiche infantili di un cucciolo innescano meccanismi innati di affetto e cura.

L’American Psychoanalytic Association sottolinea che “l’interesse del bambino è quello di sviluppare un attaccamento verso i genitori coinvolti, competenti e capaci di cure. La valutazione delle qualità genitoriali dovrebbe essere determinata senza pregiudizi sull’orientamento sessuale”.

Diventare genitori implica quel complesso processo relazionale e dinamico in cui si impara a rispondere in maniera sufficientemente adeguata ai bisogni dei propri figli e a prendersi cura di loro.

E’ importante che i pazienti affetti da dolore cronico imparino a conoscere la propria condizione e a tenere sotto controllo i fattori che lo alimentano (stress, depressione, alimentazione, scarsa attività fisica, fumo ecc), promuovendo uno stile di vita sano senza farsi sopraffare dal senso di frustrazione e impotenza che la convivenza con una condizione…

Leggere è un’attività che fa bene al nostro cervello perché stimola l’immaginazione, l’intelligenza emotiva, l’empatia, amplia il vocabolario, accresce le nostre capacità di critica e di astrazione e migliora i livelli di attenzione e concentrazione.