Nascere nell’era digitale significa essere parte di una società rapida, fluida e senza confini; ma se la comunicazione diventa immediata, esistono confini tra realtà e virtuale?
Chi sono i nativi digitali e cosa significa nascere digitali
I cambiamenti sociali influenzano le persone modificando il loro modo di pensare e di comunicare e condizionano la loro vita sotto l’aspetto comportamentale, psicologico e strutturale (Cole, 1996).
Viviamo nell’epoca dei mass e dei social media in cui l’accesso alle fonti di informazione è immediato; i social network, gli aggiornamenti in tempo reale sul web e la condivisione di immagini, video, foto ecc., abolendo la distinzione tra pubblico e privato, hanno trasformato l’amicizia in “condivisione senza limiti” (Cantelmi, 2013).
E’ proprio in questo contesto che crescono i nativi digitali (Prensky, 2011), ovvero la generazione che inizia a cavallo tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, i quali, da sempre digitalmente orientati, vivono in modo adeguato il mondo digitale ed intregrano nel loro modo di vivere le tecnologie di cui dispongono. Se, da un lato, la comunicazione virtuale ha rese più agevole la socializzazione, consentendo la creazione sempre più vasta e rapida di relazioni, dall’altro ha accentuato alcune caratteristiche dell’individuo quali narcisismo, velocità, ambiguità, ricerca di emozioni, bisogno di instaurare relazioni superficiali, diminuzione dell’empatia.

Il ruolo delle nuove tecnologia nelle relazioni
Se, dunque, le nuove tecnologie rendono più facile la comunicazione tra persone, la creazione di numerose realtà virtuali può, paradossalmente, provocare vissuti di solitudine e abbandono che accrescono ansia e paura nelle relazioni interpersonali, soprattutto in persone timide e chiuse nella realtà, ma con chat piene di amici; questo può anche esporre i più giovani a dei rischi che spesso gli adulti, non sempre adeguatamente digitalizzati, non sono in grado di prevenire. Bisogna tener conto che le relazioni tecno-mediate espongono a rischi reali, pertanto è necessario avere un’adeguata percezione di cosa può comportare un post, una foto o qualunque tipo di condivisione incontrollata sul web (porn-revenge, cyberbullismo, esposizione dei minori a materiale pedopornorafico ecc.) e sapere che l’uso eccessivo della tecnologia e di internet può sviluppare vere e proprie dipendenze (internet addiction, online gambling, cybersexual addiction ecc.).

Come possono gli adulti ridurre i rischi a cui i giovani possono essere esposti?
E’ ai genitori e agli educatori che spetta la funzione di controllo:
- limitando i tempi e i modi di accesso ad internet e ai dispositivi elettronici;
- limitando l’accesso immediato ai contenuti pornografici e vietati ai minori;
- fornendo alternative e permettendo, da un lato, un accesso più progressivo e integrato alla crescita e, dall’altro, una forma di protezione dai pericoli reali a cui, soprattutto i più giovani, possono essere esposti;
- cercando di capire come funziona il loro mondo e comprendere che per i giovani il confine tra reale e virtuale è labile o, addirittura, inesistente;
- educando i ragazzi ad entrare in contatto con le proprie ed altrui emozioni.
Tua/o figlia/o passa troppo tempo al telefono o a giocare con i videogiochi?
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Non riesce ad avere amici se non virtuali?
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